Oggi sarò partigiana. Voglio commentare un bel progetto di una serie di brevi documentari, online da oggi, a cui sto partecipando. Il sito si chiama From Zero, l'autore è Stefano Strocchi. Siamo all 'Aquila e ogni giorno mandiamo online un breve video documentario, una breve storia attraverso cui guardare chi sta attraversando l'emergenza del terremoto. Storie dalle tendopoli dell'Aquila prima che vengano del tutto smontate, prima che arrivino le assegnazioni delle case, quando l'immane sforzo organizzativo dei soccorsi è ancora in atto , quando la gente "terromotata" ancora attende di sapere il proprio futuro. C'è chi ha già messo in atto strategie di ricostruzione all'indomani della tragedia del 6 Aprile e l'Aquila pullula di prefabbricati, betoniere, gru svettanti fra le macerie, ma c'è anche chi, non potendo economicamente, avendo perso tutto è in attesa. Attende in tenda, in albergo, dalla casa in affitto trovata per miracolo. Mentre la ricostruzione è ovunque, quando ancora il trauma è vivo seguiamo i passi di chi sta cercando di ricostruire la propria vita.
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Film brevi tascabili d'autore. Al Pocket Film Festival di Parigi vince "Incident" diMichael Szpakowski. Quando le tecniche cinematografiche incontrano il documentario la realtà corre oltre la sottile linea che la separa dal sogno. Una camera-car in viaggio tra l'infinito propagarsi delle nostre indistinte province si ferma, raccoglie un fatto, un accadimento, uno scontro e riparte. E alla fine non sapendo nemmeno a cosa abbiamo assistito rimaniamo con le nostre domande. Bellissimo breve documentario di Szpakowski che sul suo sito ogni mese ci regala brevi e intense immagini d'autore.
Credo che ogni matrimonio, ogni storia d'amore al suo inizio meriterebbe di essere narrata e fotografata come in Love in the First Person. Il video di oggi è narrato con delicatezza e talento e mi ha incantata. Il giovane fotografo, Matt Eich, ventenne, vince un prestigioso concorso del College Photographer of the Year e scopre allo stesso tempo che la sua ragazza è rimasta incinta. Decidono di sposarsi e partono dall'Ohio per Portland per permettere a Matt di seguire il suo stage in fotografia. La storia è narrata attraverso le fotografie di Matt ed è purtroppo in lingua inglese non sottotitolata, ma consiglio anche per chi non conoscesse l'inglese di lasciarsi trasportare dall'intensità delle atmosfere di una giovane coppia in preda a paure e speranze per una vita tutta da costruire.
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Una delle qualità che riconosco agli antropologi è di comprendere i nostri comportamenti senza porre giudizi preconcetti. Michael Lee Wesch è un antropologo della Kansas State University e svolge ricerche sui new media e i loro effetti sull'interazione umana, ma è anche l'autore di un video "Web 2.0 ... The Machine is Us/ing Us", pubblicato su YouTube nel Gennaio 2007, che in breve tempo è rimbalzato per la rete raggiungendo cifre di pubblico da capogiro. Un fatto eccezionale se si pensa che si trattava di un video di un antropologo il cui pubblico solitamente è ristretto a pochi studiosi. Il web sembra aver bisogno come tutti i media di potersi riflettere e di riflettere su se stesso e in Wesch ha trovato il proprio paladino. Il video che ho deciso di postare oggi dura circa un'ora ed è in lingua inglese ma vale la pena guardarlo per farsi un'idea di che cosa sia la comunicazione tramite i video, chi c'è dietro, quali comportamenti ha innescato e come . Passa in rassegna gli episodi più significativi di Youtube dalla danza Numa Numa del ragazzo cicciottello al tipo che va in giro per il mondo donando abbracci fino ad arrivare alle falsificazioni di identità. Il tutto è narrato e visualizzato con leggerezza e fa pure ridere. Wesch stesso si è messo in gioco attraverso il metodo dell'osservazione partecipante e insieme al suo gruppo di lavoro crea video, vlog sullo stato delle sue ricerche e interagisce con il resto della comunità. Il risultato è un video che capovolge, beh diciamo sposta, alcuni dei nostri maggiori pregiudizi sui video di Youtube, almeno i miei li ha cambiati:)
Sarebbe bello poter sottotitolare il video ma data la lunghezza ho optato per una breve traduzione dei passaggi essenziali:
0:00 Introduzione a YouTube in numeri 2:00 Numa Numa e la celebrazione delle webcam 5:53 Il nuovo "media-paesaggio" 12:16 Introduzione al nostro Team di ricerca 12:56 Chi c'è su YouTube? 13:25 Una breve rassegna dei tipi di video che si possono trovare su YouTube 17:04 Il 5% dei video sono vlog personali e indirizzati direttamente alla community di YouTube. Perché? 17:30 YouTube nel contesto. La perdita della comunità e l'individualismo che fa rete (Wellman) 18:41 Inversione culturale: individualismo e comunità 19:15 Comprendere nuove forme di comunità attraverso l'osservazione partecipante 21:18 YouTube come mezzo per la comunità 23:00 I nostri primi vlog 25:00 La webcam: tutti guardano dove non c'è nessuno ("context collapse") 26:05 Ri-conoscimento e nuove forme di presa di coscienza di sé (McLuhan) 27:58 L'anonimato nel guardare Youtube: amore e odio 29:53 Arresto dell'estetica 30:25 Connessione senza costrizione 32:35 Liberi abbracci: un eroe per la nostra cultura mediata 34:02 YouTube dramma: alla ricerca della popolarità 34:55 Una star: emokid21ohio 36:55 YouTube la crisi dell'autenticità: la storia di LonelyGirl15 39:50 Riflessioni sull'autenticità 41:54 Prendersi gioco del sistema ed esporlo 47:32 Produzione attraverso il network 49:29 Poema: The Little Glass Dot, The Eyes of the World 51:15 Conclusioni attraverso bnessel1973 52:50 Crediti(Our Numa Numa dance)
Su tutti i giornali è apparsa la notizia che in Afghanistan è stato legalizzato lo stupro delle donne sposate da parte dei loro mariti. Un regalo ai conservatori da parte di un governo non più credibile. La posizione delle donne in Afghanistan peggiora sempre più...
La storia di Nilofar Habibi, presentatrice di Herat tv in Afghanistan è stata un simbolo della resistenza per le donne giornaliste in quel paese nel 2008. Adesso è costretta all'esilio nel Doha Centre for Media Freedom in Qatar. Non posso sottotitolare questo prezioso video perché ha già i sottotitoli in inglese e lo rovinerei aggiungendone altri. Vi anticipo brevemente la sua storia.
Nilofar lavorava in tv e un giorno mentre percorreva la strada per andare a lavorare (per inciso 20 km) ha notato una macchina, con dentro un uomo e una donna, che la stava pedinando. L'hanno fermata e il suo cuore si è fermato. Il loro messaggio era chiaro. Le hanno tagliuzzato con un rasoio il braccio minacciandola che se fosse tornata a lavorare loro sarebbero tornati con un coltello e il giorno dopo con una pistola. Lei è tornata a lavorare. Il giorno dopo una donna le ha bussato alla porta per chiederle un bicchiere d'acqua e mentre lei versava l'acqua è stata pugnalata. Per lei il suo lavoro era motivo di orgoglio, stimolo per aiutare il proprio paese e non comprende ancora il motivo per cui è stata perseguitata. Omar Khalifa è l'autore di questo breve e intenso documentario. Giornalista di giorno e regista di notte si avvale di una piccola videocamera hd per girare i suoi video e guardate che risultati ottiene. Credo sempre che la forma sia parte essenziale del contenuto.
Qualcuno mi potrebbe spiegare come mai un video del 1908, un lungo piano sequenza, una camera-car ante litteram tra le vie di Barcellona, sia diventato un video virale guardato da cinquantamila persone in poco meno di una settimana. E non dura neanche poco: 7 minuti...chissà quanti lo hanno guardato per intero, chi si è perso a contare i passanti...Strano, no? Un giorno o l'altro ci sarebbe da scrivere un trattato sulla faccenda, se non l'hanno già scritto, su come i video stiano diventando del materiale da usare per comunicare, da scambiare attraverso i social network o da postare sui blog. Non si tratta più di semplice distribuizione di un video ma di comunicazione. Ti mando un video come un messaggio, ti scrivo e ti allego un video, ti mando un link a youtube...via skype, via e-mail, con stumble, lo metto tra i preferiti e via di seguito con tutte le possibilità di comunicazione che offre la rete.
Sono arrivata a conoscere David S Kessler attraverso il vlog di Robert Croma. La ricerca video di Kessler mi ha veramente entusiasmata: Philadelphia. Una strada. Al di sopra della strada un viadotto dove il passaggio del treno assordante segna le ore. Brevi interviste agli abitanti di questa strada che sembrano uscire da un set di Spike Lee. Shadow World è il titolo del progetto. Front St./Kensington il nome della strada. Posto oggi il video dal titolo "They got bills to pay" tradotto in italiano suona: "Anche loro hanno le bollette da pagare". Sono riuscita a sottotitolare il video in italiano grazie anche all'aiuto dell'autore e di mio fratello. In questo video la protagonista è una prostituta filmata con l'intimità dello sguardo degno di un documentarista...
Per approfondire le idee del progetto potete visitare il sito di David S Kessler
Il video è apparso su Youtube ieri e già oggi corre velocemente il passa parola. Realizzato da Yony Goodman, il regista del film animazione Walzer con Bashir, offre sostegno all'appello di Gisha-Legal Center for Freedom of Movement per l'apertura dei confini di Gaza.
Gisha - Legal Center for Freedom of Movement fa un appello allo stato di Israele perché apra totalmente i valichi di Gaza e dia alle reali vittime della chiusura (Un milione e mezzo di persone) la libertà di movimento necessaria a realizzare i propri sogni.
Questo video, in lingua inglese (se avessi tempo ve lo sottotitolerei!), spiega con ironia come i registi di documentari siano soggetti allo strapotere dei commission editors. Chi sono i commission editors? Quelli che il documentario lo fanno, quelli che lo producono, quelli che ci mettono i soldi, quelli che vanno a giro per il mondo nei diversi mercati internazionali e seduti solitamente dietro una cattedra esaminano le idee e i progetti dei documentaristi per decidere se metterci i soldi oppure no. Queste sessioni dove si decidono le sorti dei documentaristi si chiamano Pitching. Arté, Discovery Channel, Fox sono solo alcune delle tv che sguinzagliano i loro commision editors a giro per il mondo a caccia di docs... Quelli che insomma, guardate sto video che è meglio:
L'internazionale dei video in rete..ci provo...in attesa che la televisione in Italia sia libera e indipendente mi son data al volontariato culturale. Metto in blog il mio gusto e la costanza nell'offrire quotidianamente i migliori video che sono riuscita a scovare in rete...una selezione di video amati discussi linkati e dai migliori talenti del web e non solo. Troverete documentari, frammenti video, musica, animazioni, brevi filmati e la lista potrebbe diventare una vera alternativa alla televisione.